I Criteri Ambientali Minimi (CAM): il motore della flotta pubblica sostenibile

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L’evoluzione del Trasporto Pubblico Locale e dei servizi di pubblica utilità passa oggi da una gestione degli asset che sia, allo stesso tempo, efficiente e rispettosa dell’ambiente. Al centro di questa trasformazione ci sono i Criteri Ambientali Minimi (CAM), i requisiti definiti dal Ministero per orientare le stazioni appaltanti verso l’acquisto di beni e servizi a ridotto impatto ambientale.

L’attualità di questi criteri non risiede solo nell’obbligo normativo, ma nella loro capacità di ridisegnare l’intero ciclo di vita dei veicoli. Come già evidenziato a suo tempo da Alessandro Sasso sulle colonne di Manutenzione & Asset Management (febbraio 2022), l’applicazione dei CAM spinge le aziende a guardare oltre il semplice prezzo d’acquisto, focalizzandosi sul Total Cost of Ownership.

Scegliere mezzi a basse emissioni e materiali riciclabili significa:

  • Ridurre l’impatto ecologico diretto sul territorio urbano.
  • Efficientare la manutenzione, integrando tecnologie che permettono una gestione degli asset più moderna e predittiva.
  • Valorizzare le competenze tecniche operative, necessarie per gestire flotte tecnologicamente avanzate.

Per una multiutility o un’azienda di TPL, adottare i CAM non è solo una scelta di conformità, ma una strategia industriale che unisce sostenibilità economica e responsabilità sociale.

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